sabato 22 giugno 2013

CAOS BRASILE E INFLAZIONE MAI COSI' ALTA




I disordini che in questi giorni , si stanno verificando in gran parte del Brasile, hanno radici profonde che nascono da una politica che negli ultimi anni ha portato ad una cattiva gestione degli investimenti pubblici congiuntamente ad una politica monetaria incentrata al rafforzamento del Brasile esclusivamente nella sua  centralita'.

Con la stessa potenza con il quale un tappo di sughero viene spinto dal gas imprigionato da una bottiglia di champagne, tanti elementi messi insieme stanno causando una forte pressione che la popolazione sprigiona con violente proteste nelle strade e piazze del paese, ma se osserviamo la vicenda con un occhio critico e imparziale le motivazioni di tanto baccano non sono oggettivamente percepibili e supportate da uno slogan ed una protesta chiara e comprensibile.

L'aumento delle tariffe dei trasporti pubblici, gli ingenti investimenti milionari , la scarsita' della struttura pubblica in particolare la sanita' e l' istruzione sembrano essere i temi piu' nevralgici, ma quelle persone che stanno alimentando la protesta non sembrano appartenere solamente alla parte piu' povera e disagiata del paese, in mezzo alla folla ho visto persone molto diverse tra loro, tanti giovani, tante donne, ma anche tanti professionisti e tanti lavoratori autonomi.

 Ma allora che cosa sta veramente succedendo in Brasile? Che cosa ci stanno raccontando?

E' sicuramente difficile dare una spiegazione a tanto disagio, ma alcuni aspetti della vicenda sono troppo evidenti per non essere presi in considerazione;

Oggi il Brasile si trova con un evidente apprezzamento del dollaro nei confronti del Real scambiato intorno a 2,25 inevitabile che cio' si ripercuota pesantemente, nell'industria nazionale, sarebbero il 70% del totale le aziende che si approvigionano di componenti importati dall'estero, tutto questo segmento ha subito un aumento di prezzi che inevitabilmente viene trasferito sul prezzo del prodotto finale.

Dunque questo 70% delle aziende forma un importante tassello della struttura economica che vive di scambi tra prodotti e beni importati dall'estero, in sintesi l'import soffre, e poco importa se l'export regge, visto che influenza la bilancia commerciale in uscita.

Inevitabile in queste condizioni un aumento del tasso d'inflazione che gia' oggi si attesta intorno al 6% e' destinato a salire, basti pensare che da maggio a oggi il real si e' svalutato del 10% dato che viene   tradotto con un incremento del valore di mezzo punto  percentuale in piu' nell'indice che misura l'inflazione.

Un paese come il Brasile che trae maggior profitto dall'andamento della bilancia commerciale non puo' portare avanti una politica che predilige decremento dei tassi d'interesse e un incremento del cambio monetario, almeno non con questi attuali  valori di crescita.


L'aumento dei prezzi quindi non e' un problema delle classi meno abbiette, ma rilevante per l' intera popolazione e per l'intero tessuto produttivo e industriale, e' a rischio il futuro di milioni di persone, sono a rischio l'occupazione e il potere d'acquisto del singolo consumatore.

Nelle rivolte brasiliane si evidenzia la voce dell'intera popolazione che strategicamente ha preferito farsi sentire nel momento in cui i riflettori illuminano la scena mostrando all'intero pianeta il momento di difficolta' che il Brasile sta affrontando, un momento in cui il governo puo' essere messo in scacco anche dalla Fifa ,il vero antagonista di questo colossal "Made in Brazil"

Gli interessi in gioco sono tanti , ma il modo con cui la politica ha maldistribuito i danari, privilegiando speculatori e dando ampio spazio a forme obsolete di corruzione a discapito della sostenibilita' dei progetti attuati, sono risultati troppo evidenti e anche la forma di comunicazione scelta dall'intera macchina governativa ha mostrato falle e ora la nave sta affondando, tuttavia essendo nell'era della comunicazione libera  grazie ad internet, il popolo oggi e' difficilmente manipolabile e tutto questo lo stiamo vedendo nelle diverse forme di protesta che stanno portando avanti i brasiliani.



In tutto questo vedo una grande responsabilita' dell'attuale governo Rousself e della politica  portata avanti fino ad oggi, ora le contromisure potrebbere essere ristrette ad interventi mirati e necessari per programmare una crescita nel medio termine, quindi meno soluzioni e maggior concretezza , meno chance per chi governa.

Concludo ribadendo un concetto a mio parere chiaro e lineare:
" Non travisiamo i messaggi che arrivano dal Brasile facendo passare i brasiliani come un popolo incivile e barbaro qui si tratta di una faccenda ben piu' importante,si tratta del futuro dei brasiliani, una lotta di classe che vuol smascherare menzogne e doppigiochi di potenti e corrotti"

 "Tutto mondo e' paese" 



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